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Più aiuti al volontariato

  • Venerdì 13 Marzo 2009 15:34
  • Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Marzo 2009 15:40
  • Scritto da Gigi Landri
Di quali modelli di governance abbiamo bisogno??

Abbiamo bisogno di un modello di governo che permetta il confronto e favorisca il il contributo ed il ruolo degli attori in gioco:
  1. perche si sta passando da politiche di protezione a politiche di promozione sociale; ovvero a sistemi integrati di risposta alla domanda della persona e della comunità che producano beni e servizi adeguati a rispondere ai bisogni all'interno di processi di riproduzzione sociale e diano vita a filiere "sussidiarie"di produzione delle risposte.Filiere che si moltiplicano nei diversi passaggi e non consumaate. Ovvero offrire buoni servizi alla comunità e rafforzzare e moltiplicare i legami sociali;
  2. il nostro ssistema non può permettersi, per ragioni ordine economico, di lasciate inutilizzate le risorse, come quella di impegnarsi da parte dei cittadini, o anche di sprecarle come ina logica di interventi e servizi improntato in una logica squisitamente amministrativa.

La domanda rrimane quellaa di come una rete organizzzata sul territorio può inserirsi

Lavorare in rete rappresenta una straordinaria capaacità di raccogliere e rendere disponibile il contributo volontario dei cittadini come "autonoma inziativa o rapporto di coesione sociale" che rappresenta il fulcro del nostro operare. Dobbiamo essere rappresentativi di una situazione e non rappresentanti. Il ruolo territoriale, almeno all'interno dei percorsi democratici tende ad una situazione che interpreti e colga i bisogni come capacità; come principio cosittutivo la consapevolezza dell'efficacia delle risposte che non può prescindere daa un processo di riproduzione sociale  come suo meccanismo di riproduzzione.

Quali le condizioni necessarie


Tutto questo è possibile quando il sistema viene chiamato o partecipi ai processi di programmazione negoziata e quindi una radicale applicazione del principio di sussidarietà  ovvero di un quadro di relazioni fra gli attori in cui si riconoscano e si attribuiscano resposnabilità e titolarità precise con l'inserimento di regole precise e condivile e soprattutto trasparenti.


Le proposte


E' importante fissare da subito delle regole che possano avviare il confronto, la programmazione ed il consulto in determinati ambiti di attività sociale dei nostri organismi non profit:
  1. creare una tavolo di confronto del terzzo settore che siano di volano alla problematiche
  2. pensare ad un fondo di rotazione per la solidarietà anche attraverso progeetti specifici nei confronti delle aattività delle singole organizzazioni con finanziamenti a bando o risorsse trasferite dallo Stato (otto per mille)
  3. interventi di interesse "speciale" per attività di grosso respiro
  4. revisione dell'attuale albo comunale proprio della logica derivante dal soggetto e daalle sue caratterisstiche;

In buona sostanza serve un luogo pubblico di reale programmazione delle politiche sociali del territorio per un Piano Regolatore del Sociale che avvi un indagine, ancche, sui bisogni e sulle realtà esistenti ed operative;
Bisogna assumere un obiettivo pubblico e di inteeressse geeneraale attraverso il riconoscimento ee laa promozione della autonona iniziativa dei cittadini singoli o associati proprio in relazione alla prescrittà legge di sttauto approvata dalla Regione Lombardia.
Assumere la capacità di costruzione delle reti come modello ispirativo.